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Non facciamoci abbassare le difese immunitarie

Aggiornamento: 3 nov 2020

In questi giorni ho pensato molto a quale post creare per aiutare le persone. Certamente avere un corpo in salute ed equilibrio è il primo passo per prevenire qualsiasi tipo di patologia.

Partiamo dall'assumersi la responsabilità della nostra personale salute psicofisica. Questo passa attraverso la corretta alimentazione, intestino non in disbiosi, l'esercizio fisico, le giuste ore di sonno, la meditazione e le relazioni sociali sane e nutritive.

La mia specializzazione in tecniche di respirazione e lo studio della bioenergetica mi hanno fatto comprendere quanto sia importante respirare per sciogliere le tensioni nel corpo e fra fluire l'energia e questo post parlerà di una delle emozioni che in questi giorni ha preso il sopravvento in molte persone.

Cos'è la paura, a cosa ci porta e quale esecizio di respirazione sia più utile per tornare radicati e sereni.


LA PAURA

Come il corpo manifesta la paura?

La faccia della paura si manifesta in un modo molto caratteristico: occhi sbarrati, bocca semi aperta, sopracciglia avvicinate, fronte aggrottata e spalle sollevate. Questo stato di tensione dei muscoli del viso rappresenta l'espressione della paura che è ben riconoscibile anche in età precoce e nelle diverse culture. Il respiro è bloccato nella parte alta del corpo e non fluisce liberamente fino all'addome.


La paura e lo stress inducono le surrenali a secernere grandi quantità di ormoni dello stress (adrenalina e idrocortisone), che inducono cambiamenti nel metabolismo dei grassi e delle proteine in modo da mettere a disposizione glucosio, sostanza immediatamente utilizzabile per agire (fuga o combattimento che sia). Ciò conduce a esaurire le scorte di combustibile e se la condizione scatenante non cessa, oppure se il corpo non ha la possibilità di riposare e ricostituire le proprie scorte, si andrà incontro a un depauperamento della energia corretta dell’organismo e, di conseguenza energie patogene, esterne o interne, potranno avere il sopravvento. Questo accade abitualmente quando la paura diventa uno stato cronico, di cui si ha più o meno coscienza.


La Paura in Medicina Tradizionale Cinese:

Essa mette in vibrazione due organi Rene e Cuore. La loro attività funzionale può essere danneggiata quando la paura, dall’essere una esperienza passeggera, diviene una costante dello stato psichico della persona. Se essa si manifesta acutamente il Rene perde la sua capacità di trattenere l’energia e ciò può comportare persino la perdita involontaria delle urine.

Nel bambino può manifestarsi anche manifesta anche come enuresi (perdita involontaria di urine) notturna e nell’adulto come incontinenza di urine e/o diarrea.

La paura fa sì che il corpo si contragga in un tentativo di autoprotezione. La circolazione del sangue rallenta, il muscolo diaframma si contrae e la respirazione diviene superficiale e rapida.


La Paura congela il Qi

Nello stato patologico genera uno stato di soppressione delle funzioni fisiologiche come se fossimo in attesa di un avvenimento che però non accade mai. E’ associata ai Reni e questi all’acqua, la natura dell’acqua è di scorrere e diffondere la vita, ma la paura congela l’acqua e allora tutto si blocca.


Il Rene

Il Rene rappresenta il Sé, l’Io che si muove verso il Mondo attraverso la Vescica. Percui una scarsa stima di sé indica un problema di Rene. Infatti il Rene è associato allo Zhi, il volere, l’affermazione della propria individualità specifica. La domanda che ci dobbiamo porre in relazione al Rene è quindi: sono soddisfatto di essere quello che sono o sono spaventato di essere quello che sono?


LUO di Rene

E’ legato a lasciar andare le esperienze maturate. E’ molto legato alla Vescica la quale stabilisce il livello di guardia, attiva l’allarme e crea una soglia che contenga la turba emotiva all’interno di limiti e confini. Se questo meccanismo non funziona la turba invade i reni. Si entra così in quella fase indicata con il nome di “sindrome post traumatica”. Il Rene è legato al Jing, alla fisicità, quindi trattenere a livello del Rene un trauma significa non lasciarlo fluire, non lasciarlo diventare un ricordo. Il Luo di Rene è in eccesso e non riesce a lasciar andare nulla, tutto viene trattenuto, tutti i dettagli del passato si sono fissati grazie alla paura. Quando tratteniamo la paura nel Rene sentiamo come un peso a livello lombare. Come se tutto il peso del mondo fosse lì. A livello fisico il non lasciar andare è legato al blocco dell’azione causato dalla paura. Anche Luo di vescica viene così coinvolto e si dovrà lavorare su entrambi per sciogliere la paura.

Altro caso può essere quello di deficit di Luo di Rene, in cui siamo come anestetizzati, non sentiamo più nulla.


Kong, paura e Ju, timore colpiscono il Cuore ed il Jing

A livello fisiologico la paura è l’attivazione di uno stato di allerta in situazioni potenzialmente pericolose. Poi avviene l’elaborazione dell’esperienza che stiamo vivendo e agiamo. Ma è anche possibile che difronte ad un pericolo si resti completamente bloccati, l’emozione prende così il possesso del nostro Cuore impedendogli di funzionare. All’esterno è tutto bloccato e all’interno c’è un movimento di dispersione della vita verso l’esterno. Come negli attacchi di panico. Ecco perché la paura colpisce il Jing, perchè è l’essenza vitale dell’individuo, la vita. La paura di vivere è l’opposto del Zhi, della volontà di vivere


Ecco perchè non dobbiamo farci dominare dal timore. Dunque cosa fare? RESPIRIAMO 🙂 e RADICHIAMOCI 🙂


GROUNDING:

"Noi esseri umani siamo come gli alberi radicati al suolo con un’estremità, protesi verso il cielo con l’altra, e tanto più possiamo protenderci quanto più forti sono le nostre radici terrene. Se sradichiamo un albero, le foglie muoiono; se sradichiamo una persona, la sua spiritualità diventa un’astrazione senza vita". Lowen


Esercizio: siamo in piedi con le gambe aperte alla larghezza del bacino, le ginocchia sono appena flesse rilassate così come il corpo, percepiamo il contatto con il pavimento. Le braccia sono lungo il corpo, le spalle rilassate, il peso ci porta naturalmente verso la madre Terra. Gli occhi sono chiusi con lo sguardo rivolto al nostro interno. Respiriamo lentamente rilassando la mascella lasciando entrare ed uscire l'aria dalla bocca. Diamoci il permesso di entrare in contatto con le nostre radici. (vedi immagine 3)


PRANAYAMA: liberati dalla paura con Ujjayi pranayama – Il respiro vittorioso


Come si esegue:

Siediti in una posizione comoda seduta con le gambe incrociate e con la schiena diritta.

Inizia a respirare naturalmente dalle narici e lascia che il respiro diventi calmo e regolare.

Dopo qualche respirazione, continua a respirare dal naso, ma porta la tua consapevolezza nella gola e contrai leggermente la glottide (ti aiuterà a percepire il tuo respiro proprio nella gola).

In questo modo produrrai un suono simile a un leggero russare o alle onde dell’oceano, non troppo alto, ma percepibile da te che lo pratichi. Concentrati su questo suono e sul lento e profondo fluire del tuo respiro, che piano piano dovrebbe diventare più lungo, regolare e piacevole. E lascia che la calma trovi spazio dentro di te. Inspira e poi trattenendo il respiro abbassa il mento come per voler toccare lo sterno, trattieni 12 secondi, rialza il volto ed espira dalla gola. Ripetere per 5 cicli













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